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La rinascita del corallo

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  Nella puntata  del 25/11/2023  la trasmissione Sapiens – Un solo pianeta -  condotta da Mario Tozzi su Rai Tre, viene raccontata  "La rinascita del corallo" interessantissimo reportage dove, presso il centro di ricerca insulare CRIOBE con sede a Perpignan nella Polinesia francese, la Biologa marina Laetitia Hèdouin soprannominata "la tata sei coralli" segue un importantissimo progetto per il monitoraggio e tutela delle barriere coralline Polinesiane. A seguito del sempre più frequente fenomeno di sbiancamento del corallo conosciuto  anche    come "Bleaching" causato d all'innalzamento delle temperature degli oceani, la dottoressa Hèdouin monitora le stazioni di riproduzione in mare per capire il momento esatto della riproduzione negli impianti a terra, da qui parte l'ambizioso progetto del prelievo e successivo allevamento delle uova prodotte dal corallo (gameti), allo scopo di reimpiantarli sulle barriere coralline morte una volta cresciuti a su

REATTORE DI CALCIO -USO E GESTIONE-

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  Cosa è e a cosa serve…….. Sono le solite domande, che molti si fanno, ma che nonostante tutto in pochi ne sono al corrente. In queste righe cercherò di spiegare nella maniera più semplice possibile cosa è, come è fatto e come funziona un reattore di calcio. Partiamo innanzitutto dicendo che strutturalmente non è altro che un cilindro in plastica trasparente, riempito di materiale che andremo a valutare più avanti e che chiameremo “media” contenente principalmente carbonati e calcio immediatamente assimilabili. Il suo funzionamento è molto semplice, l’acqua dell’acquario viene spinta all’interno di questo contenitore tramite delle piccole pompe o con una deviazione dalla pompa di risalita mentre una pompa di medio/grossa portata prima miscela l’acqua introdotta con l’anidride carbonica (CO2) e poi la fa circolare all’interno del cilindro, mettendo a contatto il “media” con l’acqua carica di CO2, la CO2 essendo un gas a Ph acido abbassa il valore del PH all’interno del reattore p

Come fare aquascaping con l’acquario marino

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  Una volta che la roccia viva è stata “curata” e attivata biologicamente, uno degli aspetti più divertenti, almeno per me, dell'allestimento di una nuova vasca di barriera è finalmente arrivato, ovvero l'aquascaping di una vasca, cioè la progettazione e il posizionamento delle rocce vive per tentare di imitare una porzione di barriera corallina, è il momento in cui entrano in gioco l'immaginazione e l’utilità.  L'immaginazione, in quanto ciò che stiamo cercando di produrre è un aspetto in miniatura di una barriera corallina, posizionando le rocce vive in modo tale che, una volta cresciuti i coralli, la vasca assomiglierà a come immaginiamo una piccola sezione di barriera. Utilità, in quanto abbiamo bisogno che la struttura non solo sia sicura, cioè non cada, ma allo stesso tempo fornisca una base per i coralli e un rifugio per i pesci. Una volta consigliavamo una maggiore quantità di rocce vive, ma provocava dei punti morti di ristagno. L'allestimento di una nuova

Comprendere l'illuminazione

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Se pianificare la scelta della vasca e trovarne la corretta posizione sono aspetti che probabilmente potrebbero sembrare piuttosto ovvi nell'allestimento di un acquario di barriera, comprendere e scegliere l'illuminazione adeguata, tuttavia, è dove le cose iniziano davvero a essere complicate quando si installa un acquario. Fin dall'inizio, l'illuminazione è stata uno degli aspetti più controversi  e probabilmente ha generato più dibattiti dell'hobby. Nei primi anni, l'obiettivo era fornire quanta più luce possibile il più a lungo possibile, con l'obiettivo di replicare l'intensa quantità di luce solare di una barriera corallina naturale. Alf Nielsen, Dietrich Stuber e, in misura minore, Georg Smit, nei loro primi articoli sulla conservazione della barriera corallina, hanno tutti sottolineato quanta più luce dovevamo fornire alle nostre vasche e ai coralli oltre ai singoli tubi fluorescenti che stavamo utilizzando in quel momento. Questo ha dato inizio a

Come "curare" le rocce

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 Finora, tutto ciò che è stato necessario fare per l’allestimento di un nuovo acquario è stato relativamente facile. Il prossimo step per avviare correttamente un acquario di barriera è quello che inizia a separare coloro che avranno successo a lungo termine in questo hobby da quelli che non lo avranno. Infatti, questo passo successivo è il primo passo che richiede pazienza, e purtroppo non è così facile da raggiungere.  Nella mia esperienza acquariofila, posso affermare che la cosa che quest’hobby mi ha insegnato più di ogni altra, è proprio  la pazienza.  E la pazienza inizia ora, con la corretta stabulazione/maturazione delle rocce vive e l'attesa che passi la fase “brutta”. Sò che ci sono metodi che accelerano le cose e piccole scorciatoie che si possono provare, ma il mio suggerimento è quello di attendere e non affrettare le cose, imparando fin dall'inizio che la pazienza in questo hobby ripagherà nel lungo periodo. Capisco che dopo aver speso soldi per la vasca e l'a