Salvaguardare la barriera corallina con l’aiuto della tecnologia

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Buona lettura

Salvaguardare la barriera corallina con l’aiuto della tecnologia

Posted On Aprile 28, 2020


Il Pianeta Terra.

La salvaguardia del nostro pianeta e del suo ambiente è diventata una priorità dopo gli squilibri che abbiamo creato nel corso dei secoli. Specialmente per quanto riguarda i mari e i cambiamenti climatici. Nel 2016 la Grande barriera corallina, secondo uno studio pubblicato su Nature nel marzo 2017, ha subito uno sbiancamento senza precedenti. Il tutto a causa di un innalzamento della temperatura del mare di 4 gradi, che ha portato alla morte di più del 20% dei coralli. Al nord, addirittura, ne sono scomparsi i due terzi. David Wachenfeld, coautore della ricerca, ha affermato che la Barriera australiana è praticamente morta e che se non si interverrà per limitare il riscaldamento globale, la sua fine arriverà molto presto.

La ricchezza e la varietà dei pesci rappresentano altri importanti indicatori della salute generale della barriera corallina. E le tradizionali attività di monitoraggio di esperti e studio di sono svolte solitamente da sommozzatori che effettuano manualmente riprese video e fotografie.

Questi metodi sono considerati affidabili e ampiamente impiegati, ma presentano degli svantaggi. I subacquei possono interferire con il comportamento delle specie marine e influenzare involontariamente i risultati del monitoraggio. Senza contare che il tempo sott’acqua è limitato, poiché i sub possono spesso scattare foto e video per circa 30 minuti. E’ qui che la tecnologia può venire in soccorso per un monitoraggio che riduca l’impatto e agevoli le operazioni di cattura delle immagini.

L’intelligenza artificiale per proteggere i coralli

Lo dimostra il lavoro degli ingegneri di Accenture, Sulubaaï e Intel che nelle Filippine hanno unito le proprie esperienze per creare Project. CORaiL, con l’obiettivo di aiutare i ricercatori a ripristinare e integrare la barriera corallina esistente. Una piattaforma di cemento costruita sui fondali, la Sulu-Reef Prosthesis progettata da Sulubaaï, fa da sostegno ai frammenti di corallo instabili. Il tutto incorporando gli organismi che via via si espanderanno, andando a ricreare un habitat ibrido per la vita dei pesci e delle specie marine.

 Negli abissi sono state posizionate in modo strategico le videocamere subacquee ‘intelligenti’, dotate della Video Analytics Services Platform (VASP) di Accenture Applied Intelligence per rilevare e fotografare i pesci al loro passaggio. Il sistema impiega l’intelligenza artificiale per contare e classificare le specie marine. Questi dati vengono quindi inviati in superficie per essere analizzati. E inoltre per individuare in tempo reale degli andamenti che permettono ai ricercatori sul campo di prendere decisioni basate sui dati per la protezione della barriera corallina.

 Parola ai progettisti

Una soluzione intelligente per cercare di migliorare la salute della barriera corallina. Ma i dati sarebbero ugualmente validi? “Il valore dei dati dipende dalla rapidità con cui si possano ottenere informazioni dettagliate per prendere decisioni”, spiega Athina Kanioura, Accenture chief analytics officer e Accenture Applied Intelligence lead. “Con la possibilità di eseguire analisi in tempo reale sui video in streaming, VASP ci consente di attingere a una ricca fonte di dati, effettuando il monitoraggio diretto senza procurare disturbo all’ambiente sottomarino.”


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