Calloplesiops altivelis

 



Famiglia > Plesiopidae - Genere > Calloplesiops - Specie > altivelis

Provenienza: Australia, Mar dei Coralli, Egitto, Fiji, Guam, Indonesia, Indo -Pacifico, Giappone, Giordania, Kiribati, Maldive, Isole Marshall, Micronesia, Mozambico, Palau, Papua Nuova Guinea, Queensland, Mar Rosso, Seychelles, Taiwan, Tanzania, Tonga, Arcipelago Tuamotu, Vanuatu, Vietnam, Atollo Wake, Isola di Natale, Australia occidentale

Habitat: Reef

Dimensioni: In natura 40 cm, In cattività 15-20 cm

 

Abbastanza robusto, di indole pacifica; compatibile con gli esemplari di quasi tutte le altre razze purché pacifici e più grandi di lui; è quindi, indicato per grossi acquari, magari in compagnia di altre cernie di pari grandezza. In natura vive ad profondità tra i 3 e 50 metri lungo le barriere esterne, nelle grotte e sulle secche adiacenti al Reef. La livrea presenta una colorazione molto caratteristica, con un colore di fondo scuro, tendente al nero, con tantissime macchie bianche lungo tutto il corpo; sulla parte posteriore della pinna dorsale è presente un finto occhio che serve come difesa mimetica.

Per l’allevamento in vasca non ci sono molti requisiti in merito alle condizioni chimiche dell'acqua; deve essere solo ben ossigenata e filtrata, richiede frequenti cambi d’acqua  in quanto essendo dotato di un appetito smisurato sporca notevolmente l'acquario in cui è allevato.

Data la taglia è indispensabile l’allevamento in vasche capienti superiori ai 500 litri, con anfratti tra le rocce dove rifugiarsi e nascondersi facendo solo delle sporadiche apparizioni.

Sia in natura che in acquario è carnivoro; si nutre di mangime surgelato: Artemia, Chironomus, Mysis; se di adeguate dimensioni si può somministrare pezzi di pesce, polpa di cozze o di gambero.

Da tenere in considerazione in fase di acquisto; nella sua dieta sono inclusi i gamberi e piccoli pesci.

Indicato per il neofita, attenzione però cresce molto, e quindi deve avere gli spazi ideali per lo sviluppo.


Autore: Massimo Ramognino
Attribuzione foto: © Salvatore Scroppo


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