Gli effetti delle sostanze psicotrope sulle anguille

 L'anguilla europea (Anguilla anguilla) è un pesce presente nei nostri fiumi (e mari) decisamente particolare. Nasce nel Mar dei Sargassi (coste ad est della Florida), da un piccolo uovo, qui cresce e dopo qualche anno inizia un viaggio incredibile. Attraversa tutto l'Oceano Atlantico in direzione Mar Mediterraneo, affronta predatori, pescatori ed eventi climatici, per cercare di raggiungere le foci dei nostri fiumi. Una volta raggiunti, l'anguilla (che morfologicamente è molto diversa dall'anguilla che tutti conosciamo) risale i fiumi, cambiando aspetto e cercando di ingrassare il più possibile. Dopo diversi anni, gli esemplari raggiungono la maturità sessuale, modificano nuovamente il loro corpo, atrofizzando diversi organi come apparato digerente ed escretore per far spazio ai lamenti (uova o spermi). E il viaggio inizia di nuovo, questa volta però direzione Mar dei Sargassi, dove si riprodurranno e moriranno. Come abbiamo capito l'anguilla ha una vita difficile e dei metodi di riproduzione molto complicati. A complicare ancor di più le cose vi è l'attività antropica, non solo con la pesca, dighe e altri blocchi dei fiumi. In Italia (così come in tutta Europa) vi è un largo consumo di sostanze psicotrope (sia esse legali o illegali). Quando un essere uniamo consuma queste sostanze, parte di esse non viene metabolizzata dall'organismo e viene quindi espulsa attraverso l'urina. Molti studi infatti analizzano le acque reflue nei fiumi ed è stato scoperto che sono pieni di queste sostanze disciolte. Alcuni ricercatori italiani (Capaldo et al. 2019) hanno voluto approfondire l'effetto di queste sostanze nelle anguille. Hanno quindi campionato 50 anguille e le hanno divise in due gruppi da 25, un gruppo esposto a cocaina (hanno scelto questa sostanza perché essendo illegale dovrebbe essere una "poco presente" nei fiumi) e le altre 25 come gruppo di controllo. Le anguille esposte alla cocaina, 20ng/L quantità media analizzata nei fiumi, dopo 50 giorni hanno analizzati gli effetti sui tessuti delle anguille. Durante l'esposizione alla sostanza, le anguille non hanno avuto grossi problemi, risultavano solo agitate. Ma una volta analizzate, i ricercatori hanno evidenziato notevoli danni agli organi interni, alle branchie e ai muscoli. Questi danni, ipotizzano gli studiosi, possono essere un grave pericolo per il futuro dell'anguille, dato che avranno meno energie da utilizzare nel loro viaggio per la riproduzione nel Mar dei Sargassi.


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