Priorità e importanza dei parametri chimici in una vasca marina

 


Da quando ho iniziato questo hobby, una delle fasi più noiose e demotivanti sono le analisi della qualità dell'acqua, spendiamo infatti molto tempo per misurare i valori, e ci arrabbiamo o peggio ci demoralizziamo se questi valori non vanno nella direzione aspettata o non raggiungono i tenori da noi ambiti.

Sto parlando dei cosiddetti test "homekit" ovvero tutte quelle "boccette" o provette dove goccia dopo goccia aspettiamo il viraggio di colore oppure dove sviluppiamo un colore che poi compariamo con dei cartoncini, dove sono rappresentati le varie intensità di colore con a fianco la concentrazione equivalente dell'elemento o della molecola misurata. 

In questi casi scatta anche la fatidica richiesta di aiuto "Secondo voi, è più vicino a questo valore o all'altro?" e mentre si pone la domanda, chiedete pareri a tutti i membri della famiglia ed osservando con varie tipologie di sorgenti di luce (solare, luce fredda, calda ecc...).


Le varie tonalità di colore possono creare confusione - photocreditweb

Non preoccupatevi ci siamo passati tutti, ed in molti avete chiesto quali sono i parametri di fondamentale importanza da misurare periodicamente o comunque la priorità delle analisi da eseguire , ed è proprio per questi motivi che provo a far chiarezza con questo articolo. Prima però voglio fare una piccola premessa.

  Come calibrare gli strumenti e il                          nostro occhio 

Ritengo di fondamentale importanza questa fase, poichè, se ben eseguita toglierà molte incertezze che troppo spesso capitano.
Infatti, non è inusuale trovare utenti che eseguono l'analisi dello stesso analita (termine con cui si definisce l'elemento o la sostanza che si vuole determinare) con 3 o 4 test homekit diversi, che restituiscono valori diversi e che finiscono per mettere ancora più in confusione il povero acquariofilo.
Tutto questo può essere risolto acquistando un flacone contenente una soluzione salina a concentrazioni standardizzate, anche commercializzate con il nome "reference", sono prodotte da moltissime case produttrici del settore acquariofilo, e contengono gli elementi che a mio avviso sono più utili; come la salinità (35 PSU), il KH, Ca, Mg questi sono i principali componenti, anche se molte volte contengono anche altri elementi come il K (potassio), Sr (stronzio) ecc....
Questo genere di soluzioni le ritengo indispensabili per tarare strumenti come rifrattometri e/o conducimetri con cui controlliamo la salinità in vasca, infatti tarando questi strumenti con una soluzione che contiene gli stessi PSU (35) come dovrebbe essere il target della salinità nella nostra vasca, permette di commettere un errore molto più basso rispetto a quello che potrei commettere tarando lo strumento con acqua distillata o soluzione fisiologica.

la fase di autocalibrazione può togliere molti dubbi - photocreditweb

Inoltre, permette (almeno per la triade) di controllare la bontà dei nostri test casalinghi e addirittura allenare l'occhio ad identificare il momento di viraggio corretto.
Avendo la certezza della salinità e della triade, sono già ad un buon punto, infatti, una vasca che mantiene costanti e in linea questi parametri (insieme alla temperatura) è una vasca che gira bene.
Qualcuno si chiederà che però non ha controllo con parametri come NO3 e PO4 poichè le soluzioni "reference" non contengono questi elementi, ma il fatto che non li contengano vuol dire che hanno una concentrazione molto bassa di queste molecole e quindi posso testare i miei kit sul punto 0, ovvero non devono restituire alcuna colorazione. Questa è una utilissima controprova nel caso che un giorno durante l'esecuzione dei test periodici troviamo un grande incremento di questi inquinanti nella nostra amata vasca.

        Priorità ed importanza dei              parametri chimico-fisici di una                       vasca di barriera


Parliamo adesso dell'importanza dei singoli parametri sia fisici che chimici, che a mio avviso ogni acquariofilo dovrebbe tenere bene a mente, in special modo un acquariofilo neofita dovrebbe confrontarsi partendo da questi e con la seguente priorità.
Al primo posto dei parametri da mantenere abbiamo:

1-La Stabilità
Non mi stancherò mai di dirlo, il primo parametro da mantenere in una vasca è la stabilità, l'acquario e i suoi abitanti riescono ad acclimatarsi a un grande range di valori purché questi siano mantenuti stabili e le eventuali variazioni eseguite con molta lentezza. Oltreoceano ci sono vasche bellissime e con colori stupendi pur avendo valori di nutrienti altissimi questo grazie al fatto che sono stati portati a quei valori con estrema lentezza dando il tempo necessario alla vasca di abituarsi.

la stabilità dei parametri chimico-fisici è il parametro più importante e difficile da mantenere - photocreditweb

Se ci pensate bene è così anche per noi, se durante una giornata afosa di agosto vi teletrasportano al polo nord e poi dopo alcune ore di nuovo all'equatore se vi và bene vi beccate un bel raffreddore altrimenti qualcosa di molto peggio, e pensate a quanti parametri ci sono in una vasca oltre la temperatura come la salinità, il pH, la durezza carbonatica, i tenori di inquinanti ecc...
Detto questo passiamo al secondo punto per importanza

2-Temperatura e salinità
O per meglio dire temperatura e salinità stabili, ogni acquariofilo dovrebbe partire da questi parametri sia la classica vaschetta senza sump con soli pesci fino ad arrivare la vasca tiratissima full sps e dai colori sgargianti, anche perchè se non partiamo da questo punto posso incaponirmi a dosare tutti i microelementi che voglio ma l'acropora sps difficilmente sopravvive.
Con questo non intendo dire che non ci possono essere fluttuazioni ma che devono essere gestite con estrema lentezza e delicatezza,  possiamo avere ad esempio, due set-point diversi per le stagioni estiva-invernale (anzi sono consigliate per risparmiare qualcosa in energia elettrica). 
L'importante che le variazioni da l'uno all'altro siano lente e regolari, non possiamo fare sbalzi di 5-6 gradi in poche ore. Lo stesso vale per la salinità, questa deve essere mantenuta il più stabile possibile con appositi sistemi di reintegro dell'acqua di evaporazione (tenete a mente che solo l'acqua evapora , tutti i sali in essa contenuti restano in vasca).
Questi due parametri sono i primi con cui un acquariofilo anche neofita deve confrontarsi, infatti, con solo questi due valori mantenuti stabili abbiamo già la base per mantenere una vasca di soli pesci o coralli molli.

rifrattometro per la misurazione della salinità

Viceversa forti sbalzi di questi parametri possono mandare in tilt tutta la popolazione microbica della vasca causando un potenziale effetto domino che potrebbe portare al veloce deperimento di tutto il sistema, infatti sappiamo bene che il vero motore di una vasca è l'equilibrio che si è instaurato tra popolazioni batteriche, ceppi batterici, organismi bentonici, filtratori ecc.. tutti questi piccoli esseri che insieme costituiscono il sistema "vasca".

3-KH, calcio e magnesio: la triade
Se non ci accontentiamo di una vasca di soli pesci e coralli molli, dobbiamo occuparci anche di questi tre, KH, Ca e Mg anche detti "triade", infatti questi tre parametri sono consumati dai coralli del genere scleractinia ossia i coralli sia SPS che LPS (denominati duri per il fatto che hanno uno scheletro di carbonato di calcio).
Dato che questo genere di coralli "preleva" dall'acqua questi elementi per costruirci il loro scheletro, l'acquariofilo dovrà integrare questi elementi e mantenerli stabili nel tempo.
Di particolare importanza è sopratutto il KH anche detto durezza carbonatica, non tanto per il valore in se , che decidete di mantenere e porre come valore target, ma anche qua dobbiamo assolutamente evitare delle oscillazioni repentine, questi sbalzi sono deleteri per tutti i coralli duri e non eccedo nel dire che è la prima causa di induzione all RTN o STN dei nostri coralli con conseguenze che portano spesso anche alla perdita di tutta la colonia.
Non mi dilungo troppo sui metodi di reintegro della triade perché potete trovare altri articoli nel nostro blog che affrontano meglio e più nello specifico questo argomento.

panoramica di alcuni test commerciali

4-I nutrienti
Anche detti inquinanti (dipende dai punti di vista) e principalmente stiamo parlando di nitrati e fosfati (NO3 e PO4), questi due parametri consiglio di tenerli controllati poiché delle grosse variazioni nel piccolo intervallo di tempo sono indice di variazione del "filtro biologico" della vasca e questo genere di effetti si hanno per un perturbamento di vario genere che modifica l'equilibrio della vasca stessa, come effetti si hanno la formazione di patine algali, rocce sporche, insorgenza di ciano e dinoflagellati.

Tenete sempre presente queste priorità e vi assicuro che se riuscirete a mantenerle stabili vi toglierete delle grandi soddisfazioni, solo a quel punto, un acquariofilo dovrebbe andare oltre e passare ai vari microelementi e elementi traccia per "accendere" i nostri coralli e tutte le loro sfumature, non fate esattamente al contrario.


intero articolo a cura di Marco Paci - Reef world
immagini photocreditweb - pexels - pixabay

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