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Visualizzazione dei post da settembre, 2022

Blastomussa Wellsi & Merletti

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                                      B. Wellsi                          B. Merletti         Blastomussa Wellsi. si trova principalmente in Nuova Caledonia, Australia, Caraibi, Isola elisabetta, Isole Houtman, Madagascar. Blastomussa Merletti: si trova prevalentemente nell'Oceano Pacifico Occidentale, Africa Orientale, Giappone Settentrionale. La B. Wellsi e la B. Merletti appartengono alla famiglia delle mussidae, e popolano soprattutto i pendii della barriera corallina, protette da correnti forti, da eccessiva luce e dove l'acqua è più torbida. I suoi calici crescono in singoli coralliti (facili da taleare) che poi terminano in un centro comune. In natura si riproduce più facilmente rilasciando simultaneamente uova e spermatozoi permettendo la formazione di nove planule che si andranno a depositare lontane dalla colonia madre, mentre in acquario per la maggior parte si riproduce per gemmazione laterale. Il genere blastomussa è un corallo lento nella crescita che male sopporta

Duncanopsammia axifuga

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Fa parte della famiglia delle dendrophyllidae e proviene principalmente dall'Australia e dal mare Cinese Meridionale. Si nutre tramite le zooxantelle, ma un pò di cibo tipo artemia, plancto o pellet ogni tanto, non lo disprezza, anzi faciliterà la sua riproduzione. Abbastanza facile da coltivare, ma ha bisogno di inquinanti bassi, altrimenti tende a chiudersi e per questa sua caratteristica, può essere messa nella lista dei coralli "sentinella". Se le condizioni in acquario sono favorevoli cresce abbastanza in fretta creando bellissime colonie formate de "rami" indipendenti facili da taleare. La luce come il movimento devono essere moderati. Autore. L. Prologo Foto: L. Prologo                                                                                                                                                                                                                                                                                                   

Goniopora

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  La goniopora fa parte della famiglia delle poritidae ma a differenza dei porites i suoi polipi possono essere sia molto corti ed incrostanti che lunghi a seconda della specie. Principalmente la troviamo nell'Oceano Pacifico e le più comuni importete sono la G. Lobata e la G. Stokesi. Vive in lagune protette con acque torbide e ricche di serdimenti. Si alimenta principalmente con un mix di fitoplancton e zooplancton e per questo, chi ha un acquario allestito con dsb e refugium, trova più facile il suo allevamento. Consigliato l'uso di aminoacidi. La sua posizione più idonea è sul fondo dell'acquario con poco movimento e luce non diretta. E' sconsigliato inserirla se si hanno in vasca ocellaris e gamberi, perchè la disturberebbero troppo portandola alla sofferenza e morte. L'alimentazione diretta con cibo in polvere o congelato, è consigliata. Non adatta ad un neofita. Autore: L. Prologo Foto: L. Prologo                                                              

Dinoflagellati nell'acquario marino. Cosa sono e come combatterli

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Dinoflagellati, cosa sono I dinoflagellati o anche comunemente chiamati da noi acquariofili “Dino”, fanno parte della comunità del plancton, sono organismi protisti (organismi unicellulari) che non rientrano nei tre regni naturali: animali, piante o funghi, con capacità di muoversi con movimenti rotatori. Tutti i dinoflagellati hanno la caratteristica comune di avere due flagelli situati ad angolo retto che consentono loro di compiere un tale movimento rotatorio che li rende facilmente riconoscibili (sebbene alcune specie come il genere symbiodinium siano praticamente immobili). Sono note circa 2.400 specie che hanno una dimensione molto variabile che va da 20 e 300 µm (millesimi di millimetro) nelle più comuni e fino a 2 mm nel caso di specie come la noctiluca. Nell'acquario marino le specie sono solitamente più piccole come symbiodinium e Amphidinium, mentre alcune come l’ostreopsis sono grandi e possono essere viste senza microscopio (con buona illuminazione e acuta vista). I

Un alieno nel Mar dei Caraibi; il pesce leone

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photo credit web - https://phantomdivers.com/wp-content/uploads/2019/07/aumento-della-popolazione-del-lionfish-nei-caraibi.jpg Impatti del pesce leone nella regione dell'Atlantico settentrionale occidentale Il "pesce leone" nome scientifico Pterois antennata, Pterois miles e Pterois volitans si riferiscono a tre specie strettamente imparentate e quasi indistinguibili che hanno ormai invaso le principali barriere coralline della zona caraibica. Originario dell'Indo-Pacifico, è stato avvistato per la prima volta lungo le coste della Florida a metà degli anni '80. La loro popolazione è aumentata drammaticamente negli ultimi 15 anni. Essendo una specie molto apprezzata tra gli acquariofili, quindi è plausibile che i ripetuti rilasci irresponsabili in natura di esemplari allevati in cattività, siano la causa dell'invasione. I pesci leone ora abitano le barriere coralline, i relitti e altri tipi di habitat nelle calde acque marine dell'Oceano Atlantico. La sua g

Movimento in vasca

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 Sfatiamo qualche mito.         Vi svelo un segreto , in vasca , non riusciremo mai a simulare il movimento che troviamo in mare, visto e considerato i MILIONI DI METRI CUBI D'ACQUA   che vengono spostati dalle continue correnti presenti.         Detto questo però , dobbiamo considerare che il movimento in un acquario marino è una parte fondamentale da prendere in considerazione e mai sottovalutare.    Sfatiamo un altro mito:     non esiste una regola assoluta per tutte le vasche.     Siamo sempre stati abituati a sentire la frase "IL MOVIMENTO NON È MAI TROPPO" ma questa affermazione non è del tutto vera... mi spiego meglio e vediamo come scegliere e posizionare al meglio le nostre pompe di movimento in acquario. Scordatevi la potenza delle pompe in base alle dimensioni della vasca come valore assoluto , certo , vanno dimensionate opportunamente in base al litraggio ma potrebbe non essere indispensabile , più avanti capiremo perche'.      La questione più importante

ANIMALI INFESTANTI INDESIDERATI

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                    AIPTASIA (Anemone di vetro)  Detta anche “anemone della roccia” fa parte della famiglia della aiptasiidae che   contiene attualmente 12 specie; le più comuni sono:  Aiptasia pallida = è traslucida e può essere bianca o giallo/marrone intenso Aiptasia pulchella = colore brunasto, anche pallido, con punte tentacolari più chiare                                    Aiptasia diaphana = marrone o rosa/rossastra con punte più chiare e generalmente più piccola delle altre (non supera i 3 cm)                                     Aiptasia mutabilis = unica aiptasia di acqua fredda e con misure superiori alla  media (può arrivare a 12 cm) marrone o giallo/marrone con linee verdi o blù che partono dalla bocca. L'aiptasia può raggiungere l'altezza di 5 cm.                        Ma nella maggior parte dei casi rimane sui 2,5 cm. La sua struttura è formata da un piede, una lunga e sottile colonna e da un disco orale con bocca centrale. Posizionati sul bordo del disco o

Lo sapevi che

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 Riproduzione sessuale dei coralli Rilascio di gameti da parte di Symmetrical Brain Coral (  Pseudodiploria strigosa  ) durante la deposizione delle uova.  (Foto: Emma Hickerson/FGBNMS) La riproduzione dei coralli, che per numerose specie ha luogo in un solo intervallo di tempo nel corso dell'anno, segue calendari e orari precisi. Succede solo di notte, pochi giorni dopo la luna piena, con acque calme e temperature dell'acqua superiori a 26 gradi; il periodo di riproduzione dura da due a tre giorni. Varia a seconda della posizione geografica che può essere da agosto a gennaio. La maggior parte dei riproduttori sono ermafroditi, quindi una colonia può avere polipi sia maschi che femmine. I polipi maschili producono gameti maschili (sperma) e polipi femminili che producono gameti femminili (uova); oppure possono essere gonocorici, il che significa che hanno colonie maschili e femminili separate. Nelle specie gonocoriche, le colonie femminili rilasciano solo uova mentre le colonie

Salvaguardare la barriera corallina con l’aiuto della tecnologia

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Quest'oggi vogliamo condividere con voi un interessante articolo pubblicato da NEWSAGENT.   Vi lascio il link se volete visitare la pagina in lingua originale.  https://newsagent.it/barriera-corallina-tecnologia/ Buona lettura Salvaguardare la barriera corallina con l’aiuto della tecnologia Posted On Aprile 28, 2020 Il Pianeta Terra. La salvaguardia del nostro pianeta e del suo ambiente è diventata una priorità dopo gli squilibri che abbiamo creato nel corso dei secoli. Specialmente per quanto riguarda i mari e i cambiamenti climatici. Nel 2016 la Grande barriera corallina, secondo uno studio pubblicato su Nature nel marzo 2017, ha subito uno sbiancamento senza precedenti. Il tutto a causa di un innalzamento della temperatura del mare di 4 gradi, che ha portato alla morte di più del 20% dei coralli. Al nord, addirittura, ne sono scomparsi i due terzi. David Wachenfeld, coautore della ricerca, ha affermato che la Barriera australiana è praticamente morta e che se non si interverrà

Acropora Anthoceris

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Appartiene alla famiglia delle Acroporidae. Colori: principalmente viola, blu, malva e grigio e crema le più diffuse, molto più raro color crema con punte rosa, blu e viola, si trovano anche nei colori verde e giallo. Luogo di origine: Mar Rosso, l'Indo-Pacifico, l'Oceano Indiano, il Sud-est asiatico, l'Australia, il Giappone, il Mar Cinese Orientale, l'Oceano Pacifico occidentale negli ambienti marini, il Sud Africa e il Mozambico. È molto diffusa nel Queensland In natura si osservano spesse colonie tabulari fino a un metro di diametro, con ramificazioni lunghe 25 cm e dal diametro di 8 mm. I rami sono larghi e corti e in alcuni punti sono incrostati. I coralliti radiali (ai lati di ogni ramo) si trovano vicini l'uno all'altro e ci sono molti coralliti assiali (all'estremità) su ogni ramo. Può essere trovato a una profondità compresa tra 2 e 12 m e a temperature comprese tra 25 e 26 ° C . In acquario questo corallo, si consiglia di porlo nella zona me

Malattie Dei Coralli – Parte 1

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  Introduzione In questo articolo andremo a conoscere alcune delle tante malattie che colpiscono le barriere coralline di tutto il mondo; ad oggi per la maggior parte di queste malattie risultano ancora sconosciute e non esiste ancora una cura ma alcune associazioni, scienziati e patologi in tutto il mondo sono al lavoro per studiarne le cause. Il corallo è un organismo vivente del regno animale, come tale può essere colpito da malattie o infezioni, compromettendone in parte o completamente l’esistenza. La maggior parte delle barriere coralline è nata meno di 10.000 anni; si sono formate dopo l'ultima glaciazione, quando lo scioglimento del ghiaccio ha causato l'innalzamento del livello del mare. Vivendo in ambienti con condizioni pressoché stabili da migliaia di anni hanno indotto il loro genoma a non tollerare cambiamenti delle loro condizioni ambientali, se ciò avviene l’animale è sottoposto ad un fattore di stress che a seconda delle condizioni di salute della colonia p